Cerveteri: dalle origini protostoriche alla fioritura etrusca

Cerveteri è una delle capitali etrusche più celebri, protagonista di una storia che affonda le radici nella protostoria e che trova il suo splendore nel VI secolo a.C. Fondata secondo la tradizione dai Pelasgi, la città — conosciuta come Kaisra dagli Etruschi, Agylla dai Greci e Caere dai Romani — fu un centro di commerci, arte e cultura, come testimoniano le sue necropoli, oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Centro commerciale e culturale, legata ai Fenici e ai Greci, si distinse per le monumentali necropoli e per la produzione agricola che includeva la vite, elemento centrale nei banchetti e nei riti. Oggi la sua eredità rivive nelle colline e nei vigneti che circondano la Banditaccia.

Le origini e la fondazione

La città compare nelle fonti storiche in occasione della battaglia del Mar Sardo (540 a.C.), ma la sua storia inizia molto prima.

Dalla protostoria a Caere

Le ricerche archeologiche attestano la presenza di insediamenti già dal IX secolo a.C., con necropoli come il Sorbo e la Cava della Pozzolana. Da questi villaggi villanoviani si sviluppò il centro etrusco di Kaisra (Caere per i Romani, Agylla per i Greci), favorito dai contatti commerciali e culturali con il Mediterraneo.

Necropoli e aristocrazia

Con il passare dei secoli, la città vide crescere il potere delle famiglie aristocratiche.

Le tombe a tumulo

Nelle necropoli della Banditaccia e di Monte Abatone sorsero imponenti tombe a tumulo, simbolo della ricchezza e del prestigio delle élite. Queste sepolture, spesso decorate, raccontano la vita di una città che fondava il proprio potere anche sulla magnificenza dei riti funebri.

Un centro cosmopolita

Nel VI secolo a.C., Cerveteri conobbe il suo massimo splendore: un centro commerciale animato da artisti e artigiani greci, un porto fiorente come Pyrgi, e una produzione culturale che si irradiava in tutta l’Etruria.

Vino e banchetti etruschi

Le tombe ceretane hanno restituito un ricchissimo vasellame da vino: crateri, kylix, anfore e coppe importate dalla Grecia o prodotte localmente.

Il ruolo del vino

Il vino era il fulcro dei banchetti aristocratici, momento di socialità e di espressione politica e religiosa. Legato ai culti di divinità come Fufluns, il consumo del vino sanciva l’appartenenza all’élite e accompagnava la vita e la morte dei cittadini.

L’eredità vitivinicola

Oggi Cerveteri mantiene viva questa vocazione millenaria. Le colline tufacee intorno alla necropoli, patrimonio UNESCO, continuano a ospitare vigneti che danno origine a vini apprezzati, eredi di una tradizione che affonda le radici nella civiltà etrusca.