Cortona: dalle capanne villanoviane alle mura etrusche
Il recente ritrovamento di una capanna villanoviana in Via Vagnotti ha confermato che l’abitato di Cortona, dalle origini protostoriche fino all’età medievale e moderna, si è sviluppato sempre nello stesso luogo. Dalla formazione della classe aristocratica etrusca alla costruzione delle mura ciclopiche, fino al passaggio alla cittadinanza romana, Cortona racconta una storia di continuità urbana e di grandezza culturale.
Cortona è uno dei centri etruschi più antichi e affascinanti, arroccata su un colle che domina la Valdichiana. Le sue mura monumentali, le necropoli e le tombe ellenistiche testimoniano un passato di potenza aristocratica. Al centro della vita sociale e religiosa vi era il vino, elemento sacro e conviviale che ancora oggi caratterizza il territorio cortonese.
Le origini protostoriche
I recenti scavi in Via Vagnotti hanno rivelato una capanna villanoviana dell’VIII secolo a.C., prova che l’abitato sorse nello stesso luogo che sarebbe stato poi città etrusca, romana e medievale.
I grandi tumuli
Nel VI secolo a.C. comparvero i tre celebri tumuli: quello di Camucia e i due del Sodo, testimonianza di una classe aristocratica potente e consapevole del proprio ruolo.
La città e le mura etrusche
Tra il V e il IV secolo a.C., Cortona acquisì una fisionomia compiuta.
Una cinta monumentale
Nel IV secolo fu costruita la cinta muraria in opera quadrata, lunga oltre 3 km, che ancora oggi rappresenta uno dei simboli della città.
La Porta Bifora
Tra le porte urbiche, la più celebre è la Porta Bifora, a doppio fornice, trasformata in età ellenistica in una vera e propria porta trionfale.
Splendore e aristocrazia
Il momento di massima prosperità fu tra la guerra annibalica (217 a.C.) e l’acquisizione della cittadinanza romana (89 a.C.).
I sepolcri ellenistici
Le famiglie aristocratiche promossero opere pubbliche e funerarie: tombe monumentali come la Tanella di Pitagora, la Tanella Angori e la Tomba di Mezzavia, che imitavano o riutilizzavano i grandi tumuli arcaici.
Vino e banchetti etruschi
Le necropoli cortonesi hanno restituito ricchi corredi legati al banchetto: crateri, coppe e anfore per il vino, simbolo di prestigio e parte integrante delle cerimonie.
Il ruolo della vite
Il vino non era solo bevanda conviviale ma elemento rituale, connesso al culto di Fufluns, divinità della vite e dell’ebbrezza, e presente nei momenti più solenni della vita cittadina.
L’eredità vitivinicola
Oggi Cortona è un territorio a forte vocazione vinicola. Le colline che la circondano producono vini pregiati, in continuità con una tradizione che affonda le radici nell’epoca etrusca e che mantiene vivo il legame tra storia e paesaggio.