Veio: la città etrusca rivale di Roma
Veio fu una delle città etrusche più potenti e pericolose rivali di Roma. Situata lungo la valle del Tevere, prosperò grazie al controllo delle vie commerciali e delle saline alla foce del fiume. La sua ricchezza, la posizione strategica e i culti religiosi testimoniano l’importanza di questo centro, che ebbe un ruolo determinante anche nello sviluppo delle pratiche agricole e vinicole del territorio.
La posizione strategica
Veio sorgeva su un altopiano di quasi 200 ettari, a circa 50 metri sopra il fondovalle.
Il controllo del Tevere
La città dominava un importante attraversamento del Tevere e tutta la riva destra fino alla foce, costituendo il confine tra territorio etrusco e latino. Proprio per il possesso delle saline dei septem pagi, fu in costante conflitto con Roma.
Le guerre con Roma
Le fonti parlano di 14 conflitti in due secoli. Già in epoca arcaica, secondo Tito Livio, Romolo avrebbe proposto a Veio una dimicatio ultima, una battaglia decisiva.
La conquista romana
La rivalità con Roma si concluse con la vittoria del condottiero Furio Camillo nel 396 a.C..
La caduta di Veio
Dopo un lungo assedio, la città fu conquistata, saccheggiata e distrutta. Gli abitanti vennero deportati e il territorio (ager Veientis) fu suddiviso tra i cittadini romani. Da quel momento Veio scomparve come potenza autonoma, lasciando dietro di sé soltanto tracce monumentali.
Le mura e le porte
L’antica Veio era difesa da una poderosa cinta muraria in blocchi di tufo, spessa oltre 2 metri alla base e alta fino a 8.
Le fortificazioni
Il perimetro delle mura superava gli 8 chilometri e comprendeva una decina di porte e numerose posterule, ingressi minori. Oggi è visibile soprattutto la Porta Capena, orientata verso sud.
I santuari e la religione
Presso una sorgente di acqua sulfurea lungo il fosso Piordo sorse il santuario di Portonaccio, dedicato alla dea Minerva e probabilmente anche ad Apollo.
L’Apollo di Veio
Dal santuario proviene la celebre scultura in terracotta dell’Apollo di Veio, attribuita allo scultore Vulca, considerata uno dei massimi capolavori dell’arte etrusca.
Vino e vita agricola
La posizione di Veio, al confine tra Etruria e Lazio, ne fece un territorio fertile e favorevole alla coltivazione.
Agricoltura e produzioni
Le fonti archeologiche e la tradizione collegano la città a un paesaggio agricolo in cui il vino ebbe un ruolo di primo piano, come in tutta l’Etruria. Le raffigurazioni etrusche di banchetti e le pratiche religiose legate a divinità come Fufluns mostrano l’importanza del vino nella vita sociale, politica e rituale del popolo veiente.