Chiusi: dalle origini etrusche al dominio senese
Chiusi, antica Clusium, è considerata una delle città etrusche più antiche e potenti. Famosa per il suo lucumone Porsenna, che sfidò Roma, la città prosperò grazie alla fertilità del territorio e alla posizione strategica sulle vie commerciali. Le necropoli e i corredi legati al banchetto testimoniano il ruolo centrale del vino nella vita pubblica e privata degli Etruschi di Chiusi.
Le origini leggendarie
Le fonti antiche attribuiscono la fondazione di Chiusi a Cluso, figlio del principe lidio Tirreno, o a Telemaco, figlio di Ulisse.
La dodecapoli etrusca
Già dal VI secolo a.C., Chiusi era una delle città della dodecapoli, rafforzando i contatti con Roma e gli altri centri etruschi.
Porsenna e la sfida a Roma
Alla fine del VI secolo a.C. il lucumone Porsenna condusse un lungo assedio contro Roma, probabilmente giungendo a conquistarla. Questo episodio segnò l’apice della potenza politica e militare di Chiusi.
Fertilità e commerci
La ricchezza della città derivava soprattutto dai terreni alluvionali e dalla posizione lungo la Chiana, allora navigabile, che permetteva collegamenti con il Tevere e l’Arno.
Le vie dei traffici
Chiusi intratteneva rapporti anche con la costa, in particolare con Roselle, considerata da alcuni studiosi come lo sbocco marittimo del suo territorio.
Vino e banchetti etruschi
Le tombe di Chiusi hanno restituito numerosi vasellami da vino, come anfore e coppe, che testimoniano l’importanza della vite e del banchetto nella cultura locale.
Il vino come status
Durante i convivi, il vino era segno di prestigio e strumento di coesione sociale, accompagnando i rituali funebri e le celebrazioni religiose. Il culto di Fufluns confermava il valore sacrale della vite per gli Etruschi.
L’eredità vitivinicola
Oggi Chiusi e le sue campagne conservano questa tradizione millenaria. Le colline intorno alla città continuano a produrre vini di qualità, eredi diretti di una vocazione agricola e vinicola che affonda le radici nella civiltà etrusca.