Orvieto: dalla Velzna etrusca all’Urbs Vetus medievale

Orvieto, arroccata sulla sua spettacolare rupe di tufo, è una delle città simbolo dell’Etruria. Identificata con l’antica Velzna, fu sede del celebre Fanum Voltumnae, il santuario federale degli Etruschi. Centro ricco e multietnico, seppe distinguersi per la sua forza militare e culturale. Tra i riti e i banchetti aristocratici, il vino ebbe un ruolo centrale, simbolo di identità e di prestigio sociale.

La rupe e il territorio

La città si trova a 325 metri s.l.m., su una piattaforma di tufo vulcanico brunastro che si innalza tra i fiumi Paglia e Chiani, poco prima della loro confluenza nel Tevere.

Un paesaggio unico

Il territorio di Orvieto si estende per oltre 281 km², includendo il Monte Peglia e parte del Parco fluviale del Tevere, area naturale che conserva il fascino del paesaggio etrusco.

Velzna e il Fanum Voltumnae

Le fonti e gli scavi archeologici hanno permesso di identificare Orvieto con la città etrusca di Velzna (Volsinii Veteres).

Il santuario federale

Nei suoi pressi si trovava il Fanum Voltumnae, luogo sacro dove gli Etruschi si riunivano per celebrare riti, giochi e manifestazioni religiose e politiche.

Il periodo di massimo splendore

Tra l’VIII e il IV secolo a.C., Velzna raggiunse l’apice della sua potenza.

Una città ricca e multietnica

La crescita economica e demografica portò a un’apertura culturale che fece di Orvieto una città multietnica e raffinata. Le famiglie aristocratiche governavano in regime oligarchico, arricchendosi grazie al commercio e all’agricoltura.

La fortezza naturale

La posizione sulla rupe conferiva alla città l’aspetto di una fortezza imprendibile, che le garantì a lungo supremazia militare.

La crisi e la caduta

Alla fine del IV secolo a.C. gli equilibri sociali si incrinarono: le lotte interne portarono all’intervento romano.

La conquista di Roma

Nel 264 a.C. i Romani distrussero Velzna, deportando gli abitanti e fondando Volsinii Novi sulle sponde del lago di Bolsena. Le fonti raccontano del bottino di oltre duemila statue e del trasferimento a Roma del culto di Vertumnus, principale divinità etrusca.

Vino e banchetti etruschi

Le necropoli di Orvieto hanno restituito vasellami legati al vino: coppe, crateri e anfore utilizzati nei banchetti aristocratici.

Il vino come rito

Il consumo del vino, legato al culto di Fufluns, era parte integrante dei riti funebri e delle cerimonie pubbliche. Simbolo di ricchezza e prestigio, accompagnava la vita quotidiana e religiosa della città.

L’eredità vitivinicola

Oggi Orvieto è una delle capitali del vino italiano. I vigneti coltivati sui terreni vulcanici della rupe e delle valli circostanti producono il celebre Orvieto DOC, continuando una tradizione che affonda le radici nel mondo etrusco.